Decesso e 3° pilastro: chi sono i beneficiari del capitale?

Introduzione
Il 3° pilastro costituisce uno strumento centrale della previdenza privata in Svizzera. Oltre alla preparazione della pensione, svolge un ruolo essenziale nella protezione finanziaria dei propri cari in caso di decesso. Ma contrariamente alle idee comuni, il capitale del 3° pilastro non segue le regole classiche di successione.
L'ordine dei beneficiari è definito da una regolamentazione specifica, in particolare per il pilastro 3a. Questa particolarità può riservare sorprese: un convivente può avere la priorità sui figli, un ex coniuge può perdere i propri diritti e alcuni eredi naturali possono trovarsi esclusi. La differenza con il pilastro 3b è altrettanto notevole, quest'ultimo offre una libertà contrattuale molto più ampia.
Comprendere chi eredita il capitale in caso di decesso, in quale ordine e a quali condizioni, permette di anticipare e adattare la propria clausola beneficiaria. Questo approccio si inserisce in una riflessione più ampia sulla protezione dei propri cari, allo stesso modo di un'assicurazione decesso o della pianificazione successoria.
Questo articolo illustra in dettaglio l'ordine legale dei beneficiari, le possibilità di modifica, i casi particolari e le procedure da seguire per recuperare il capitale.
📌 In sintesi (TL;DR)
Il pilastro 3a segue un ordine legale rigoroso di beneficiari definito dall'OPP3: coniuge e convivente in via prioritaria, poi discendenti, genitori, fratelli e sorelle e infine altri eredi. Questo ordine può essere parzialmente modificato, ma il primo cerchio rimane prioritario. Il pilastro 3b offre una libertà totale di designazione.
Il capitale versato è tassato separatamente dalla successione e richiede procedure specifiche presso l'assicuratore o la banca. Aggiornare regolarmente la propria clausola beneficiaria è essenziale, in particolare in caso di cambiamento familiare.
📚 Indice dei contenuti
- Cos'è il 3° pilastro e il suo capitale in caso di decesso?
- L'ordine legale dei beneficiari del pilastro 3a
- È possibile modificare l'ordine dei beneficiari in 3a?
- Il pilastro 3b: libertà totale di designazione
- Casi particolari e situazioni complesse
- Fiscalità del capitale 3° pilastro in caso di decesso
- Procedure per recuperare il capitale in caso di decesso
Cos'è il 3° pilastro e il suo capitale in caso di decesso?
Il sistema previdenziale svizzero si basa su tre pilastri: l'AVS/AI (1° pilastro), la previdenza professionale (2° pilastro) e la previdenza privata (3° pilastro). Quest'ultimo permette di completare la copertura pensionistica e di proteggere i propri cari.
Il capitale in caso di decesso del 3° pilastro rappresenta l'importo versato ai beneficiari se il titolare decede prima di aver ritirato il proprio capitale. Questo versamento segue regole specifiche, diverse dalla successione classica.
Si distinguono due tipi: il pilastro 3a (vincolato) e il pilastro 3b (libero). Il 3a offre vantaggi fiscali ma impone un ordine rigoroso dei beneficiari. Il 3b permette una libertà totale nella designazione.
Questa distinzione è essenziale: il capitale non rientra automaticamente nella successione. Viene versato direttamente ai beneficiari designati, secondo regole precise che illustriamo di seguito.
L'ordine legale dei beneficiari del pilastro 3a
Il pilastro 3a segue un ordine rigoroso definito dall'OPP3 (Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità). Non è possibile designare liberamente chiunque.
Ecco i 5 gradi di beneficiari:
- Grado 1: Coniuge, partner registrato o convivente (a determinate condizioni)
- Grado 2: Discendenti diretti (figli, nipoti) e persone a carico
- Grado 3: Genitori
- Grado 4: Fratelli e sorelle
- Grado 5: Altri eredi legali
Per il concubinato, due condizioni: convivenza da almeno 5 anni o figli comuni a carico. È necessario dichiarare questa situazione al proprio istituto di previdenza.
Importante: questo ordine ha la priorità sul testamento. Il capitale 3a non segue il diritto successorio classico. Se si ha un coniuge, sarà beneficiario in via prioritaria, anche se il testamento prevede altro.
È possibile modificare l'ordine dei beneficiari in 3a?
Non è possibile cambiare l'ordine dei gradi nel pilastro 3a. L'ordine legale rimane fisso. Impossibile, ad esempio, privilegiare i propri genitori a scapito del coniuge.
È tuttavia possibile scegliere all'interno dello stesso grado. Se si hanno tre figli, è possibile decidere di ripartire il capitale in modo diverso tra loro o di escluderne uno.
Per modificare la propria clausola beneficiaria, contattare il proprio istituto di previdenza o il proprio assicuratore. Compilare il modulo di modifica e restituirlo firmato. Alcuni istituti permettono ora questa procedura online.
Ricordarsi di aggiornare regolarmente: dopo un matrimonio, un divorzio, una nascita o una separazione. Una clausola obsoleta può creare situazioni complesse. L'ex coniuge potrebbe rimanere beneficiario se non si è modificato nulla dopo il divorzio.
Il pilastro 3b: libertà totale di designazione
Il pilastro 3b funziona diversamente. Qui si beneficia di una libertà contrattuale completa per designare i propri beneficiari. Nessun ordine legale si impone.
È possibile designare chiunque: un amico, un'associazione, una persona non imparentata, o anche ripartire il capitale tra più beneficiari secondo i propri desideri. Questa flessibilità si avvicina maggiormente a un'assicurazione vita classica.
Questa libertà presenta vantaggi per alcune situazioni: coppie non sposate senza figli comuni, persone che desiderano privilegiare un caro particolare, o coloro che vogliono trasmettere a un'organizzazione benefica.
La contropartita? Il 3b non offre gli stessi vantaggi fiscali del 3a. I premi non sono deducibili dal reddito imponibile. Sta a voi valutare i pro e i contro secondo la vostra situazione personale e le vostre priorità.
Casi particolari e situazioni complesse
Alcune situazioni richiedono un'attenzione particolare riguardo ai beneficiari del 3° pilastro in caso di decesso. Ecco i casi più frequenti che sollevano domande alle famiglie.
Il concubinato e il 3° pilastro
Nel pilastro 3a, il convivente può essere beneficiario al grado 1, ma a condizioni rigorose: dovete aver vissuto insieme almeno 5 anni o avere figli comuni a carico.
Dovete inoltre dichiarare esplicitamente il vostro convivente presso il vostro istituto di previdenza. Senza questa dichiarazione, non sarà riconosciuto come beneficiario, anche se le condizioni sono soddisfatte.
Per le coppie non sposate senza figli e che vivono insieme da meno di 5 anni, il pilastro 3b offre una migliore protezione. Potete designarvi liberamente il vostro partner come beneficiario, senza condizione di durata.
Consiglio: se siete in concubinato, verificate regolarmente che le vostre dichiarazioni siano aggiornate e corrispondano alla vostra situazione attuale.
Divorzio e separazione
Dopo un divorzio, l'ex coniuge non perde automaticamente la qualità di beneficiario del pilastro 3a. Se non si modifica la clausola, rimane al grado 1 e riceverà il capitale in caso di decesso.
Ricordarsi di aggiornare la clausola beneficiaria non appena il divorzio è pronunciato. Contattare il proprio istituto di previdenza per effettuare questa modifica.
Il capitale 3a fa anche parte della liquidazione del regime matrimoniale durante il divorzio. Può essere diviso tra i coniugi secondo le regole della ripartizione della previdenza professionale.
In caso di separazione senza divorzio ufficiale, il coniuge rimane beneficiario legale. Solo un divorzio o un cambiamento di clausola può modificare questa situazione.
Assenza di beneficiari designati
Cosa succede se nessun beneficiario esiste o può essere rintracciato? In questo caso, il capitale in caso di decesso rientra in ultima istanza nella successione classica.
L'istituto di previdenza effettua ricerche per localizzare i beneficiari potenziali. Se nessuno si manifesta dopo un termine ragionevole, il capitale è versato alla successione e segue le regole del diritto successorio.
Per evitare questa situazione, tenere aggiornati i propri recapiti presso il proprio istituto. Informare anche i propri cari dell'esistenza del proprio pilastro 3a e del nome del proprio assicuratore o banca.
Se siete beneficiario potenziale di un defunto, contattare rapidamente i suoi istituti finanziari. Possono applicarsi termini per reclamare il capitale.
Fiscalità del capitale 3° pilastro in caso di decesso
Il capitale in caso di decesso del 3° pilastro beneficia di un'imposizione separata dalla successione classica. Non è soggetto ai diritti di successione ordinari, ma a un regime fiscale specifico.
Per il pilastro 3a, il capitale è tassato a un tasso privilegiato, generalmente più basso dell'imposta successoria. I beneficiari diretti (coniuge, discendenti diretti) beneficiano spesso di esenzioni totali o parziali secondo i cantoni.
Il pilastro 3b segue le regole dell'assicurazione decesso classica. La fiscalità dipende dal legame tra il defunto e il beneficiario, con variazioni importanti tra cantoni.
Importante: l'imposizione avviene al luogo di domicilio del defunto, non del beneficiario. Le differenze cantonali possono essere significative. Alcuni cantoni esentano totalmente il coniuge e i discendenti, altri applicano un tasso ridotto.
Per maggiori informazioni sugli aiuti finanziari dopo un decesso, consultate la nostra guida completa.
Procedure per recuperare il capitale in caso di decesso
Se siete beneficiario di un capitale in caso di decesso, ecco le tappe da seguire per recuperare l'importo:
1. Informare l'istituto
Contattare rapidamente la banca o l'assicuratore che gestisce il pilastro 3a o 3b del defunto. Annunciare il decesso per telefono, poi confermare per iscritto.
2. Riunire i documenti
Dovrete fornire: l'atto di decesso ufficiale, un documento d'identità, un certificato di erede (secondo i casi) e una prova del vostro legame con il defunto (libretto di famiglia, attestato di concubinato, ecc.).
3. Compilare il modulo
L'istituto vi invierà un modulo di richiesta di versamento. Completatelo con i vostri recapiti bancari e restituitelo firmato con i documenti richiesti.
4. Termine di versamento
Il capitale è generalmente versato entro 4-8 settimane dopo la ricezione del dossier completo. Questo termine può variare secondo l'istituto.
Consiglio: non tardare a effettuare queste procedure. Alcuni contratti prevedono termini di reclamo da rispettare.
Il capitale del 3° pilastro rappresenta spesso un importo significativo per i cari dopo un decesso. Comprendere l'ordine legale dei beneficiari nel pilastro 3a e la libertà di designazione nel pilastro 3b permette di anticipare la trasmissione di questo capitale. Le situazioni particolari come il concubinato, il divorzio o l'assenza di eredi diretti richiedono un'attenzione particolare e talvolta procedure specifiche presso il proprio istituto di previdenza.
La fiscalità vantaggiosa del capitale in caso di decesso e le procedure relativamente semplici facilitano il recupero dei fondi da parte dei beneficiari. Ricordarsi di informare i propri cari dell'esistenza del proprio 3° pilastro e di verificare regolarmente che la clausola beneficiaria corrisponda sempre alla propria situazione familiare attuale.
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